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Archive for the ‘Serena Romano’ Category

NOTIZIA BOMBA: LA CAMPANIA “MAXI FORNO” D’ITALIA

Testo di Serena Romano

La notizia è deflagrata come una bomba in una scuola elementare di campagna del Sannio domenica 9 marzo: “Oggi tutti gli inceneritori esistenti in Italia hanno una portata complessiva che non arriva a 4 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Ebbene, tenendone all’oscuro i cittadini, si è deciso e già finanziato una quantità di impianti di incenerimento nella sola Campania di circa 4 milioni di tonnellate: una somma pari, dunque, a tutti quelli costruiti sul territorio nazionale. E fra le tonnellate di immondizia da bruciare in Campania ora rientrano anche le “ecoballe” piene di sostanze industriali, tossiche e radioattive che un’ordinanza governativa di qualche settimana fa, come una bacchetta magica, ha reso all’improvviso perfettamente combustibili” (vedi il seguito nella pagina Verità – Rifiuti ).  

( 7° puntata – continua ) 

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UN’ INTERVISTA SCOMODA …

testo di Serena Romano

L’azione intrapresa da De Gennaro difficilmente avrà sbocco. Non solo perché il commissario è dotato di una struttura tecnico-scientifica modesta rispetto all’entità del problema, ma perché la vicenda è ancora troppo ancorata politicamente e tecnicamente a 15 anni di malgoverno durante i quali molti sapevano ma hanno preferito tacere per approfittare dei guadagni offerti dall’emergenza. Questo è quanto emerge dall’intervista al giudice Raffaele Raimondi, insieme alla sensazione che De Gennaro sia solo: come un intrattenitore sul palcoscenico messo lì in attesa che arrivi qualcuno o qualcosa che tarda ad affacciarsi da dietro le quinte. Un “qualcosa” come una decisa assunzione di responsabilità da parte dei politici italiani che non si intravede. Troppo indaffarati a pensare al proprio destino di parlamentari più che a quello della gente che li ha eletti, la maggior parte di loro continua a sfilare ogni sera nelle vetrine televisive parlando di improbabili alleanze, salti della quaglia da un partito all’altro e campagna acquisti come se si trattasse di un campionato di calcio: allontanandosi così, giorno dopo giorno, dal comune sentire.
Ecco perché nel 2004 – alla luce di quanto accaduto fino ad allora e intuendo come sarebbe andata a finire – il giudice Raffaele Raimondi, presidente emerito aggiunto della Corte di Cassazione, si è rivolto all’Europa sollevando il coperchio della pentola in cui imputridiva l’immondizia napoletana: e la presenza degli ispettori mandati dall’Unione Europea conferma che la sua denuncia era fondata, come racconta egli stesso nell’intervista rilasciata al nostro blog (nella pagina “Verità rifiuti”) e nello scottante documento di denuncia (integralmente riportato in “Documentazione rifiuti” ).

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(2° puntata – continua)

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QUELLO CHE LA GENTE NON DEVE SAPERE

testo di Serena Romano

Capire gli errori fatti in passato dovrebbe servire a non ripeterli: perché se errare è umano, perseverare è diabolico.
Ma se nessuno vuole comprendere veramente quello che è successo in questa storia dei rifiuti in Campania e porvi rimedio, significa che le urla disperate di chi soffre sventolando le prove contro il carnefice non riescono a diventare boato e a fermare la strage. O per dirla con le parole di Roberto Saviano “Quello che sta accadendo è grave… Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all’opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivesse nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti … E’ in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli”.
Chissà, forse ci vogliono più morti da tumore per rendere la vicenda talmente eclatante da non potere essere ignorata, per fare sentire a tutti le grida soffocate nell’angoscia dei reparti oncologici. E non solo della Campania: come emerge dal registro tumori del Veneto, dall’Emilia Romagna, dalla pianura padana e da tutte quelle zone in cui, accanto a tristi primati tumorali, si registra anche il maggior numero di inceneritori classificati dalla legge “industrie insalubri” e al “secondo posto, dopo le acciaierie, nell’inventario europeo delle diossine del 2004” .

Sta di fatto che quelli che sanno tacciono: e per questo sono colpevoli. Ma la maggioranza di quelli che non sanno, se non fanno uno sforzo per saperne di più, si rendono colpevoli di un reato non meno grave: il mancato soccorso. Come fecero in tanti durante l’Olocausto. Compresa la Chiesa intervenuta troppo tardi. Forse perché tutti, in fondo, aspettano che il clamore suscitato dalla vicenda si spenga, per illudersi che questa brutta storia sia conclusa. Così i campani, forse stanchi di combattere, si lasceranno morire in silenzio. E senza protestare continueranno a fare la spesa, a portare i bambini a scuola, a lavorare lasciandosi gasare nelle loro Auschwitz di Acerra, Nola, Marigliano sulle quali incombe un mostro: un inceneritore che, però, chi conosce veramente i fatti, sa che non funzionerà mai (come viene anticipato nel seguito di questa prima puntata da leggere nella pagina “Verità rifiuti” ).

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(1° puntata – continua)

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