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Archive for the ‘raccolta differenziata’ Category

NOTIZIA BOMBA: LA CAMPANIA “MAXI FORNO” D’ITALIA

Testo di Serena Romano

La notizia è deflagrata come una bomba in una scuola elementare di campagna del Sannio domenica 9 marzo: “Oggi tutti gli inceneritori esistenti in Italia hanno una portata complessiva che non arriva a 4 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Ebbene, tenendone all’oscuro i cittadini, si è deciso e già finanziato una quantità di impianti di incenerimento nella sola Campania di circa 4 milioni di tonnellate: una somma pari, dunque, a tutti quelli costruiti sul territorio nazionale. E fra le tonnellate di immondizia da bruciare in Campania ora rientrano anche le “ecoballe” piene di sostanze industriali, tossiche e radioattive che un’ordinanza governativa di qualche settimana fa, come una bacchetta magica, ha reso all’improvviso perfettamente combustibili” (vedi il seguito nella pagina Verità – Rifiuti ).  

( 7° puntata – continua ) 

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L’ S.O.S. CHE IL PROFESSOR MARFELLA NON HA POTUTO LANCIARE DA ANNOZERO, PARTE DA NAPOLI GRAZIE A BEPPE GRILLO

intervista di Serena Romano

“Non c’è più tempo da perdere. Siamo con l’acqua alla gola perché sta arrivando il caldo e la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro. Perciò bisogna passare alla fase operativa con soluzioni concrete da realizzare al massimo entro 3 mesi: soluzioni che volevo lanciare attraverso una cassa di risonanza importante come la trasmissione ANNOZERO cui ho partecipato ieri, ma che per esigenze di spazi televisivi mi è stato impossibile fare”.
Così Antonio Marfella – tossicologo presso l‘istituto dei Tumori “G. Pascale” di Napoli e membro del Comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano – spiega in un’intervista al nostro blog quello che non ha che ha lanciato anche da Napoli in occasione della grande “Maratona del rifiuto”: cioè, come bisogna operare subito per evitare un’epidemìa dovuta alle montagne di immondizia ancora per le strade ( leggi l’intervista nella pagina Verità – Rifiuti ).

(5° puntata – continua)

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INTELLIGHENZIA E CENSURA

testo di Serena Romano

Ecco un’altra di quelle notizie che non trovano eco sulla stampa italiana, perchè la dicono lunga sull’intreccio di interessi e compromessi che coinvolgono chi, più di tutti, potrebbe risolvere il problema dei rifiuti in Campania: il mondo accademico napoletano.
Qual è la notizia? Che proprio nel contesto universitario che dovrebbe essere caratterizzato dalla libera circolazione delle idee, è stato vietato diffondere voci di denuncia “fuori dal coro”. Lo rivela Franco Ortolani, ordinario di Geologia alla Federico II di Napoli, in una mail che in rete sta facendo scalpore insieme all’appello ai colleghi ad assumersi le proprie responsabilità, che gli è stato censurato. Un articolo che fa il paio con “Intellettuali senza coraggio cortigiani della politica” del professor Benedetto De Vivo, ordinario di Geochimica Ambientale presso l’Università di Napoli Federico II e adjunct professor Virginia Polytechnic Institute & State university Blacksburg (puoi leggerli entrambi cliccando qui o nella pagina “Documentazione Rifiuti”). Due voci dissonanti – non a caso, appartenenti al comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano – che infastidiscono e imbarazzano l’ambiente universitario: come emerge dalla mail (pubblicata nella pagina “Verità – rifiuti”) in cui Ortolani racconta come, per “disposizioni superiori”, del suo articolo sia stata impedita la divulgazione.
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(3° puntata – continua)

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UN’ INTERVISTA SCOMODA …

testo di Serena Romano

L’azione intrapresa da De Gennaro difficilmente avrà sbocco. Non solo perché il commissario è dotato di una struttura tecnico-scientifica modesta rispetto all’entità del problema, ma perché la vicenda è ancora troppo ancorata politicamente e tecnicamente a 15 anni di malgoverno durante i quali molti sapevano ma hanno preferito tacere per approfittare dei guadagni offerti dall’emergenza. Questo è quanto emerge dall’intervista al giudice Raffaele Raimondi, insieme alla sensazione che De Gennaro sia solo: come un intrattenitore sul palcoscenico messo lì in attesa che arrivi qualcuno o qualcosa che tarda ad affacciarsi da dietro le quinte. Un “qualcosa” come una decisa assunzione di responsabilità da parte dei politici italiani che non si intravede. Troppo indaffarati a pensare al proprio destino di parlamentari più che a quello della gente che li ha eletti, la maggior parte di loro continua a sfilare ogni sera nelle vetrine televisive parlando di improbabili alleanze, salti della quaglia da un partito all’altro e campagna acquisti come se si trattasse di un campionato di calcio: allontanandosi così, giorno dopo giorno, dal comune sentire.
Ecco perché nel 2004 – alla luce di quanto accaduto fino ad allora e intuendo come sarebbe andata a finire – il giudice Raffaele Raimondi, presidente emerito aggiunto della Corte di Cassazione, si è rivolto all’Europa sollevando il coperchio della pentola in cui imputridiva l’immondizia napoletana: e la presenza degli ispettori mandati dall’Unione Europea conferma che la sua denuncia era fondata, come racconta egli stesso nell’intervista rilasciata al nostro blog (nella pagina “Verità rifiuti”) e nello scottante documento di denuncia (integralmente riportato in “Documentazione rifiuti” ).

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(2° puntata – continua)

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QUELLO CHE LA GENTE NON DEVE SAPERE

testo di Serena Romano

Capire gli errori fatti in passato dovrebbe servire a non ripeterli: perché se errare è umano, perseverare è diabolico.
Ma se nessuno vuole comprendere veramente quello che è successo in questa storia dei rifiuti in Campania e porvi rimedio, significa che le urla disperate di chi soffre sventolando le prove contro il carnefice non riescono a diventare boato e a fermare la strage. O per dirla con le parole di Roberto Saviano “Quello che sta accadendo è grave… Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all’opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivesse nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti … E’ in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli”.
Chissà, forse ci vogliono più morti da tumore per rendere la vicenda talmente eclatante da non potere essere ignorata, per fare sentire a tutti le grida soffocate nell’angoscia dei reparti oncologici. E non solo della Campania: come emerge dal registro tumori del Veneto, dall’Emilia Romagna, dalla pianura padana e da tutte quelle zone in cui, accanto a tristi primati tumorali, si registra anche il maggior numero di inceneritori classificati dalla legge “industrie insalubri” e al “secondo posto, dopo le acciaierie, nell’inventario europeo delle diossine del 2004” .

Sta di fatto che quelli che sanno tacciono: e per questo sono colpevoli. Ma la maggioranza di quelli che non sanno, se non fanno uno sforzo per saperne di più, si rendono colpevoli di un reato non meno grave: il mancato soccorso. Come fecero in tanti durante l’Olocausto. Compresa la Chiesa intervenuta troppo tardi. Forse perché tutti, in fondo, aspettano che il clamore suscitato dalla vicenda si spenga, per illudersi che questa brutta storia sia conclusa. Così i campani, forse stanchi di combattere, si lasceranno morire in silenzio. E senza protestare continueranno a fare la spesa, a portare i bambini a scuola, a lavorare lasciandosi gasare nelle loro Auschwitz di Acerra, Nola, Marigliano sulle quali incombe un mostro: un inceneritore che, però, chi conosce veramente i fatti, sa che non funzionerà mai (come viene anticipato nel seguito di questa prima puntata da leggere nella pagina “Verità rifiuti” ).

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(1° puntata – continua)

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SE LO STATO FINISCE PER FARE UN PIACERE ALLA CAMORRA… DEGLI APPALTI

La magistratura ha chiuso l’inceneritore di Terni: 9 indagati, incubo diossina, 32 operai che dovranno subire esami medici e radiologici perché hanno lavorato in un inceneritore contaminato da rifiuti tossici e radioattivi. La chiusura dell’impianto è di questi giorni. Ma la denuncia dell’ex ministro Edo Ronchi e del chimico Walter Ganapini che l’inceneritore sarebbe stato contaminato anche dai rifiuti radioattivi contenuti nelle ecoballe di Napoli, non è nuova. Ronchi ne ha parlato nella trasmissione Ambiente Italia del 5 gennaio 2008 rivelando che si erano registrate sostanze radioattive nell’area circostante l’inceneritore di Terni quando furono bruciate una serie di “ecoballe” provenienti dalla Campania. Denuncia ribadita anche da Ganapini, già docente nelle università di Venezia e Milano e presidente di Greenpeace, il quale (in un’intervista a «Il Manifesto» che puoi leggere nella pagina Documentazione-Rifiuti) spiega come la camorra abbia lucrato all’ombra delle politiche energetiche degli ultimi anni, denuncia la “lobby degli inceneritori” e aggiunge: “… Le ecoballe non possono essere bruciate poiché non si sa cosa ci sia dentro. È notorio che sostanze tossiche provenienti da lavorazioni industriali sono state assemblate con rifiuti ordinari. Due anni fa, alcune ecoballe portate a Terni per essere smaltite si rivelarono radioattive e contaminarono l’inceneritore».
Anche per questo gli abitanti di Acerra sono terrorizzati dall’entrata in funzione dell’inceneritore costruito dall’Impregilo che – obsoleto e mal progettato – nasce superato e inaffidabile come quello di Terni.
Il problema dell’emergenza napoletana, quindi, è nazionale: perchè i rifiuti che vanno e vengono dalla Campania sono il frutto di un traffico sporco e illecito che tutti i governi alternatisi negli ultimi 14 anni non hanno fatto nulla per arginare. Anzi, con i provvedimenti adottati e le soluzioni scartate hanno finito per favorirlo: perché, infatti, la struttura del precedente commissario Bertolaso ha valutato come possibili discariche solo cave dismesse, inadatte geologicamente parlando e quasi tutte in mano alla camorra? E perché fra zone deserte e geologicamente idonee, ha preferito aree protette accanto a centri abitati come Serre di Persano? Queste e altre le domande inquietanti sono contenute nell’articolo di Antonio Polichetti, membro della segreteria delle Assise di Palazzo Marigliano (che puoi leggere nella pagina Verità rifiuti ) e nell’incredible racconto-denuncia del geologo De’ Medici (nella pagina Documentazione Rifiuti ). 

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IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Testo di Serena Romano

Quest’anno è cominciato con un’emergenza: l’emergenza rifiuti in Campania.

Come tutti, anche noi abbiamo seguito le fasi mediatiche e il loro finale spettacolare: l’esercito che scende in campo per riprendere il controllo della situazione.

Ma in realtà le truppe possono solo far sparire dalle strade l’emergenza visibile: quella che fa cattiva pubblicità all’Italia e al Governo. Perché quella invisibile, l’emergenza che uccide, resta: come la polvere spazzata e nascosta sotto il tappeto. E i cittadini innocenti sono costretti a subirla in silenzio, sopraffatti dal clamore dell’emergenza mediatica che urla tutt’altro.

Perciò abbiamo ritenuto opportuno fare una riflessione e fornire qualche elemento controcorrente che potrete trovare nella pagina di questo blog intitolata “Verità-Rifiuti“.

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