IL “ COORDINAMENTO DELLE CONTRADE ”
L’ Associazione Amici di San Vitale è ormai nota a Benevento. Sorta qualche anno fa per contrastare l’inquinamento elettromagnetico prodotto dalla crescita indiscriminata di tralicci in contrada San Vitale e in quelle vicine, ha dimostrato che quando i cittadini si uniscono per perorare una giusta causa possono ottenere dei risultati. Volutamente priva di connotazione politica, l’Associazione si è battuta per raggiungere obiettivi che sono stati sostenuti sia da giunte di destra – come quella capeggiata da Pasquale Viespoli – sia di sinistra come questa di Fausto Pepe. In entrambi i casi, però, non si è limitata a fare una sterile protesta ma ha prodotto documentazioni tecniche e scientifiche tali da diventare supporto per soluzioni alternative e migliorative di quelle inizialmente proposte dalle istituzioni.
L’Associazione, dunque – inizialmente sorta per iniziativa di un gruppo ristretto di cittadini – di recente si è allargata per accogliere altri comitati divenendo il “Coordinamento delle Contrade beneventane” (alle quali hanno aderito, ciascuna con un proprio rappresentante che fa parte del consiglio direttivo, contrada Lammia, Olivola, Masseria del Ponte, Pino, Cardilli, Ciancelle, Scafa, Coluonni, Stazione Vitulano, Sant’Angelo a Piesco, Pezzapiana, Roseto, Rosetiello e Pantano), presieduto dalla giornalista Serena Romano, anche rappresentante a Benevento delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia.
In particolare Serena Romano, nata a Napoli nel novembre 1950, laureata in Filosofia con una tesi sul rapporto tra Carmelo Bene e le avanguardie storiche, ha iniziato la sua attività di giornalista come critico teatrale sul GIORNALE DI SICILIA e su riviste specializzate (SIPARIO, SCENA, ecc.). In seguito è diventata collaboratrice fissa della pagina culturale del GIORNALE DI SICILIA, del MATTINO di Napoli e del MESSAGGERO sui quali ha pubblicato sia interviste in esclusiva a personaggi prestigiosi – come Eugenio Montale, Claude Lèvi Strauss, Raymond Aron, Jean Luc Goddard, Ilya Prigogine, Karl Popper, Renè Thom, Louis Argon, Giscard D’Estaing, ecc. – sia inchieste dall’Italia e dall’estero: in particolare, sulla realtà napoletana e meridionale delle finte “emergenze” che hanno dato il via a business fallimentari per il Paese (mega progetto dei depuratori della Cassa per il Mezzogiorno, bradisismo a Pozzuoli, business rifiuti, ecc).
Non a caso, proprio su questi temi e in questo periodo, nasce l’ “affinità” tra le inchieste della Romano e le denunce degli intellettuali e della società civile napoletana che trovano riscontro in seminari, convegni e dibattiti scientifici tenuti presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e in seguito presso le Assise di Palazzo Marigliano .
Dall’80 redattrice de IL MATTINO si è occupata di appalti illeciti, di cronache giudiziarie, di inquinamento ambientale, mantenendo contemporaneamente collaborazioni, più o meno occasionali, con testate nazionali e estere. Ha collaborato, infatti, con continuità – oltre che con i giornali già citati – con l’EUROPEO, PANORAMA MESE, SCIENZA 2000, CAPITALE SUD; più occasionalmente con EPOCA, SOLE 24 ORE, CHORUS, PHOENIX INTERNATIONAL.
Ha lavorato, inoltre, per diverse reti televisive locali e per la Rai, sia alla radio che in video ( per “Chiamate Roma 3131”, per “TELEFONO GIALLO” condotto da Corrado Augias e per “UN TERNO A LOTTO” condotto da Oliviero Beha, ecc.).
Nel novembre 1992, a 10 anni dalla morte dell’armatore Achille Lauro, la Romano ha anche pubblicato un libro recensito e commentato su tutti i giornali italiani per la tesi sostenuta che ha fatto un certo scalpore: in “Don Achille ‘o Comandante: tutta la verità sui Lauro, una dinasty all’italiana” (Sperling & Kupfer Editori), dimostrava, infatti, come la flotta Lauro – che era stata una delle cinque più rilevanti del mondo – era stata affondata non dai debiti ma dalle varie gestioni commissariali imposte dal governo italiano.
Tuttora è dipendente del MATTINO di Napoli ma con un contratto di collaborazione fissa (articolo 2).
LE “ ASSISE DI PALAZZO MARIGLIANO ”
All’inizio degli anni ’90, su iniziativa di Antonio Iannello, segretario generale di Italia Nostra, di Alda Croce, presidente della Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce” e dell’avvocato Gerardo Marotta, fondatore e presidente dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici si costituirono per la prima volta le Assise di Palazzo Marigliano: un’assemblea pubblica tenuta ogni sabato nel palazzo che sorge in pieno centro storico di Napoli. Presieduta da Aldo Masullo, docente di Filosofia morale alla Federico II di Napoli, l’Assise pubblica nacque inizialmente per sventare il tentativo di sventramento del centro storico, portato avanti dai progetti Neonapoli e Regno del Possibile avallati dall’allora ministro per i Beni Culturali Enzo Scotti con il supporto del preside della Facoltà di Architettura Uberto Siola. In questa occasione venne denunciato l’uso distorto dell’istituto della “concessione di Lavori Pubblici” che la legge 219 del 1981 – riprendendo la legge fascista del 1929 – introduceva per la aree colpite dal terremoto dell’80, consentendo l’affidamento a trattativa privata di lavori pubblici con anticipi ai concessionari fino al 50%. Risultato: l’amministrazione comunale di Napoli fu costretta a rinunciare alla rovinosa variante al Piano regolatore. Non solo: le riunioni del sabato mattina – seguite da centinaia di persone e dalla stampa nazionale – riuscendo a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi quali le violazioni alla legge sulla contabilità generale dello Stato, ottennero l’approvazione della legge Merloni grazie alla quale si ristabilì il principio del rispetto della legge sulla contabilità generale con regolari gare d’appalto nei lavori pubblici. L’attività delle Assise, dunque, contribuì a dare vita a quel momento magico di “Rinascimento napoletano” durato dal ’93 al ’97.
Da allora, le Assise si sono nuovamente riunite nei momenti più difficili per Napoli e la Campania. Non a caso la loro attività è ricominciata nel 2005 ed è continuata ininterrottamente fino a oggi, sollevando, ogni domenica mattina dalla sala dello storico Palazzo Marigliano, denunce su temi scottanti quali: la costruzione di enormi e inutili dighe nel Meridione con il disastro ambientale che ha comportato la conseguente deviazione di grandi fiumi; il rovinoso progetto di “disinquinamento” del Golfo di Napoli opera – come le dighe – di quel centro di potere e di interessi che fu nell’ultimo decennio la Cassa per il Mezzogiorno; la falsa “ricostruzione per il terremoto” nell’Irpinia” ; il finto “pericolo eruzione” a Pozzuoli che ha provocato la deportazione degli abitanti nel quartiere ghetto di Monteruscello dando il via alla cementificazione dell’area protetta dei Campi Flegrei.
I principali temi toccati dalle Assise e i risultati finora ottenuti
Allarme ambientale e sanitario: i rifiuti in Campania
14 anni di emergenza rifiuti non sono stati altro che una copertura mediatica alla vera emergenza: l’occultamento delle prove del più grave reato ambientale degli ultimi decenni le cui prime conseguenze sono la drammatica situazione sanitaria e ambientale. In particolare, l’aumento incontrollato dell’incidenza di tumori, malformazioni congenite, aborti spontanei e numerose altre gravi patologie.
Da almeno due decenni, come accertato dalla magistratura e dalle commissioni d’inchiesta parlamentari, sono stati sversati in Campania rifiuti industriali e radioattivi provenienti da tutt’Europa – e soprattutto dalle imprese del Nord Italia – provocando un disastro ecologico che richiederebbe l’immediato intervento di tutte le istituzioni sia per l’arresto del traffico criminale dei rifiuti, sia per la bonifica del territorio. La quantità abnorme di rifiuti, infatti, è il primo motivo per cui il problema in Campania non si riesce a risolvere a differenza di altre regioni d’Italia altrettanto – se non più – densamente abitate.
E un’emergenza di tali dimensioni – si pensi che in alcune zone della Campania il livello di diossina è dieci volte superiore a quello raggiunto a Seveso nel 1977 quando fu ordinata l’evacuazione della popolazione – è stata nascosta all’opinione pubblica, volutamente “informata” sulla sola emergenza di cui si parla sui media, ma che è la meno grave: cioè l’accumulo di rifiuti urbani per le strade delle città.
Situazione destinata ad aggravarsi per effetto della costruzione dell’inceneritore di Acerra, iniziata dalla FIBE (la stessa società che ha gestito l’emergenza rifiuti in Campania e responsabile del suo perdurare) senza valutazione di impatto ambientale in una zona che, in quanto agricola, per legge è inidonea a ospitare impianti del genere e, in quanto già gravemente inquinata da rifiuti tossici, dovrebbe essere oggetto di immediata bonifica e non ospitare nuovi agenti inquinanti come inceneritori e discariche.
Per far fronte a tale emergenza l’Assise ha pubblicato a proprie spese sui maggiori quotidiani e presentato all’Associazione della Stampa Estera – insieme alla rete di associazioni e comitati cittadini di cui fa parte – un manifesto-appello all’Europa (http://www.napoliassise.it/bollettini/bollettinoo.pdf), in cui oltre a denunciare lo stato delle cose vengono presentate circostanziate richieste per uscire dall’emergenza e recuperare dignità civile e morale. Risultato: per ora si è ottenuto l’avvio del monitoraggio delle sostanze tossiche nell’uomo e non solo sulla matrice ambientale, la costituzione del registro tumori a Caserta, l’avvio del progetto di rilevazione satellitare S.I.T.A. per il controllo del territorio, la presentazione da parte del Commissariato di Governo di un rapporto sulla relazione tra il trattamento dei rifiuti e l’impatto sulla salute umana (http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/rischi-nucleare/Sintesi_dei_risultati_e_indicazioni_preliminari.pdf) in cui viene ammesso ciò che l’Assise denunciava da più di un anno. Inoltre è stata inoltrata alla Procura della Repubblica una denuncia verso il Commissario di Governo per disastro ambientale colposo.
Privatizzazione dell’acqua
Per contrastare il tentativo dell’Amministrazione comunale di Napoli della privatizzazione dell’acqua da parte di multinazionali, le Assise hanno dimostrato che utilizzare una società per azioni – sottoposta per legge a regole e controlli di diritto privato – per la gestione di un bene comune come l’acqua, equivale a privatizzarla. Risultato: con il contributo e le proteste di numerose associazioni e comitati di cittadini, si è ottenuto il ritiro della delibera comunale di privatizzazione (cfr. http://www.napoliassise.it/acquaistituto.pdf).
Bagnoli, centro storico e Napoli Est
Napoli Est, zona ad elevato rischio ambientale, la cui riqualificazione sembra divenire ogni giorno più improbabile; il centro storico, ancora in condizioni di spaventoso degrado, nonostante l’inserimento nella lista UNESCO dei beni Patrimonio dell’Umanità; Bagnoli, uno degli elementi della «tragedia politico-amministrativa» messa in scena in questi anni dalla classe dirigente campana. Sia Bagnoli che la zona orientale sono aree devastate da decenni d’inquinamento industriale (a Bagnoli si produceva amianto oltre che acciaio e cemento), dichiarate “ad alto rischio ambientale” da leggi dello Stato (legge n. 582/1996, per Bagnoli e legge n. 426/1998 per Napoli Est) che ne ordinano l’immediata bonifica. Ma a distanza di dieci anni nessuna bonifica è stata operata, le leggi sono state ignorate, e i progetti in corso mirano ad aumentare il degrado ambientale. Nella zona orientale, per esempio, gli abitanti di San Giovanni a Teduccio, costituitisi in comitato civico, sono da mesi in rivolta contro la costruzione di una nuova centrale a turbogas, nell’area della preesistente centrale elettrica “dismessa” proprio per il grave inquinamento dell’area e dove, in base agli indirizzi di pianificazione urbanistica del Comune, sarebbe dovuta partire la bonifica creando uno spazio per ospitare una “città della musica”, attrezzature culturali e sociali. Su Bagnoli, la posizione delle Assise – già intervenute nel 1991 minacciando l’occupazione della spiaggia di Coroglio per sventare il progetto di un grande porto turistico – è chiara: il rispetto del vincolo paesistico sull’area – redatto nel 1996 da Antonio Iannello per la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici e ripubblicato due anni fa dalla Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce” – che prevede la restituzione dei luoghi di altissimo valore paesaggistico alla loro “naturale vocazione” naturalistica, termale e balneare dopo la disastrosa scelta di “Bagnoli area industriale”: creazione del parco urbano di cui Napoli, assediata dal cemento, ha disperato bisogno. “Ma il parco urbano è giudicato dagli amministratori napoletani “improduttivo”: mentre Ferrara cittadina di 100.000 abitanti considera risorsa importante il suo parco di 1.200 ettari, Napoli, con 1.000.000 di abitanti è considerata dai suoi governanti città da terzo mondo che non può permettersi di mantenere un parco di 120 ettari e in cui si è “costretti” a sacrificare salute, ambiente e paesaggio – principi tutelati dagli articoli 2, 9 e 32 della Costituzione – per false e pretestuose opportunità di sviluppo dietro le quali si nascondono solo mire speculative di un pool di politici e privati”. Così ha denunciato l’Assise che per ora ha ottenuto almeno la decisione di rimuovere la colmata a mare.
Come sono organizzate le Assise di Palazzo Marigliano
Un comitato scientifico, un comitato di segreteria e un comitato dei difensori civici di estrazione popolare sono le strutture portanti:
il comitato scientifico per rispondere al meglio all’esigenza di verifica scientifica delle tesi sostenute;
il comitato di segreteria per stabilire un reale collegamento fra i grandi centri urbani e l’entroterra campano, sfruttando anche la forte rappresentatività di associazioni e comitati che operano sul territorio accomunati dagli stessi scopi;
il comitato dei difensori civici nato per promuovere azioni e denunce a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Il comitato scientifico delle Assise – il cui presidente onorario è Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, e presidente effettivo Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto pubblico alla Federico II – è composto da :
Edoardo Benassai docente di costruzioni marittime alla Federico II
Ernesto Burgio vicepresinedente dell’Associazione internazionale ISDE – medici per l’ambiente
Giuseppe Comella primario di oncologia presso l’Istituto dei tumori di Napoli G. Pascale
Aldo De Chiara procuratore aggiunto Procura della Repubblica di Napoli
Mario de Cunzo ex Sovrintendente Beni ambientali e architettonici di Napoli
Giovan Battista de’ Medici docente di Geologia alla Federico II
Francesco de Notaris ex senatore
Benedetto De Vivo docente di geofisica ambientale alla Federico II
Guido Donatone presidente Italia Nostra Napoli
Patrizia Gentilini vicepresidente dell’Associazione internazionale ISDE – medici per l’ambiente
Carlo Iannello docente di Diritto dell’ambiente SUN
Antonio Marfella tossicologo presso l’Istituto dei tumori di Napoli G. Pascale
Sergio Marotta docente Sociologia del Diritto Suor Orsola Benincasa
Raffaele Raimondi presidente emerito Suprema Corte di Cassazione
Il comitato dei difensori civici di estrazione popolare è formato, tra gli altri, da Raffaele Raimondi (presidente), Flora Micillo (segretario), Guido Donatone, Edoardo Benassai, Giuseppe Comella, Antonio Marfella, Francesco De Notaris, Francesco Iannello, Nicola Capone.
Il comitato di segreteria delle Assise – presieduto dal Segretario Generale Nicola Capone docente di Storia e Filosofia – è formato oltre che da un gruppo di studenti di Lettere e Filosofia esponenti delle Assise di Napoli – Luigi Bergantino, Massimo Ammendola, Milena Cuccurullo e Antonio Polichetti – anche da esponenti di associazioni e comitati operanti a Napoli e in Campania:
TRIANGOLO DEI VELENI (MARIGLIANO-ACERRA-NOLA): MARIGLIANO – Nunzia Lombardi, direttrice della “fattoria sociale Isca delle donne di Pratola Serra (Av)” e presidente del “Comitato per la tutela del diritto alla salute di Marigliano”
ACERRA -Virginia Pretellese, architetto, “Comitato donne del 29 agosto” di Acerra
NOLA – Gennaro Allocca, avvocato, “Comitato Asso Campania Felix” (Coordinamento di comitati che riunisce 20 sigle ed edita “Tablò” )
AREA NAPOLI NORD (GIUGLIANO-VILLARICCA-QUALIANO) – Tanjo Gioino, ingegnere, “Comitato emergenza rifiuti Giugliano”
CASERTA – Giuseppe Messina, agronomo, “Comitato emergenza rifiuti Caserta”
PROVINCIA DI SALERNO e PIANA DEL SELE – Debora Chiavillo, avvocato, “Comitato Serre per la vita” e Gaetano de Simone, perito industriale, presidente del “Comitato rifiuti zero “Carmine Iuorio””
BENEVENTO e PROVINCIA: Serena Romano, giornalista e scrittrice, presidente “Coordinamento comitati delle contrade beneventane”
L’Assise, inoltre, sostiene e partecipa alle iniziative Rete Nazionale Rifiuti Zero e fa parte della Rete dei Comitati Campani a difesa dell’ambiente e della salute: in particolare, del Comitato civico “Allarme Rifiuti Tossici” (http://www.allarmerifiutitossici.org/), promosso da Padre Alex Zanotelli cui aderiscono le seguenti associazioni:
Amici di Beppe Grillo di Napoli
Sito: http://www.amicidibeppegrillonapoli.it
Blog: http://beppegrillo.meetup.com/10/
Le Colline di Rame
Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente-Marigliano
email: difendilasalute@tiscali.it
Greenpeace Napoli
Sito: http://www.greenpeace.it/local/napoli/
Manitese Napoli
Sito: http://www.manitese.it/index.php?napoli
PeaceLink – Nodo regionale della Campania
Sito: http://campania.peacelink.net
Rete Rione Sanità
Rete Campana Salute e Ambiente
Società di studi politici
Fondata nel 1924 da Benedetto Croce, abolita dal fascismo, rifondata nel 2004
Sito: http://www.studipolitici.it/
WWF Campania
Sito: http://www.wwf.it/Campania
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