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LA CAMPANIA VITTIMA DELLA STRAGE del … DIRITTO

                                ovvero

” COMMISSARI – 007 “  con licenza di uccidere … la legge 

 

Testo di Serena Romano

Sono ormai sei giorni – e come si vede dalla fotografia, altrettante notti – che i cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte continuano la protesta in catene sotto la Prefettura di Benevento contro la discarica destinata a distruggere la vita del paesino del Sannio: il mega impianto, infatti, di dimensioni sproporzionate rispetto al territorio comunale di appena 9 chilometri quadrati, obbligherà gli abitanti a convivere con i rifiuti a poche centinaia di metri da casa e ad affacciarsi, anziché su una splendida vallata, su un aberrante panorama di monnezza.


Ma la Valutazione di Impatto Ambientale ne ha tenuto conto? La risposta è no. Per il semplice motivo che la VIA non è stata richiesta. Adesso, di fronte alle proteste dei cittadini, pare che verrà avviata… ma contemporaneamente all’inizio dei lavori!
Anche questa discarica, dunque, verrà costruita in deroga e in dispregio a quanto prescrivono le leggi italiane e le direttive europee a tutela dei cittadini: così come già avvenuto per l’inceneritore di Acerra, per i tanti siti di stoccaggio e per le numerose discariche avviate in questi anni dai commissari straordinari per i rifiuti che, come il personaggio del grande schermo “l’agente 007”, hanno avuto licenza di … “uccidere” la legge.

Per questo gli abitanti di Sant’Arcangelo Trimonte si sono incatenati sotto il Palazzo del Governo: per dire che oggi in Campania i cittadini hanno perso i diritti garantiti dalla Costituzione e sono diventati schiavi. Una schiavitù provocata dal protrarsi per 14 anni – contro i principi dello Stato di Diritto – delle procedure di emergenza che consentono ai commissari straordinari nominati dal Governo di agire in deroga ad ogni legge dello Stato.
Le procedure di emergenza, infatti, se ben utilizzate, sono uno strumento prezioso per risolvere situazioni emergenziali: ma stravolte come accaduto in Campania, hanno provocato dei veri e propri “mostri” giuridici, come denunciato sia in un dibattito fra giuristi ed esperti del diritto, sia dal Comitato di Sant’Arcangelo in un manifesto sotto il quale si sta allungando la raccolta di firme (integralmente riportato in “Documentazione Rifiuti” ) . Perché sintetizzando con efficacia lo “spappolamento giuridico” in atto in Campania, il “pamphlet” rivela come questa regione sia diventata una sorta di Far West. Unica differenza: in America la legge del più forte veniva fatta rispettare con la pistola, in Campania con l’esercito (come rivela il seguito in “Verità Rifiuti”).

( 11° puntata – continua )

LE RAGIONI DEL “NON VOTO” > Discariche abusive o dello Stato : qual è la differenza? Dura condanna anche della Corte Europea di Bruxelles

Testo di Serena Romano

Non è difficile intuire perché diversi abitanti di Sant’Arcangelo Trimonte si sono incatenati sotto il palazzo della Prefettura di Benevento dopo avere deciso di non votare e di inviare le loro schede elettorali al presidente della Repubblica accompagnate da una lettera di protesta. Basta guardare queste fotografie del loro paese per trovare la risposta:

Sant’Arcangelo – un borgo di 600 abitanti circondato da 3 monti di una bellezza mozzafiato, appollaiato su un’area di appena 9 chilometri quadrati dove già si intravedono 2 discariche esaurite da bonificare – si trova in una zona di evidente dissesto idrogeologico. Ma se lo Stato – con l’alibi dell’emergenza – nella scelta di un sito da adibire a discarica non rispetta più neanche vincoli elementari come il dissesto idrogeologico e opera in deroga a ogni norma, comprese quelle igienico sanitarie, qual è alla fine la differenza tra uno sversatoio allestito abusivamente e quello realizzato dallo Stato con “licenza di … distruggere” ?
Questo l’interrogativo sollevato dalle numerose lacune tecniche di una “scelta” che alla fine coinvolgerà direttamente, oltre a Sant’Arcangelo, la vita e il futuro di Paduli, Apice e Buonalbergo per un totale di 12.500 abitanti: piazzato al centro di questi 4 comuni, infatti, il mega impianto distruggerà una delle zone più belle del Sannio e d’Italia, senza neanche qualche valida pezza d’appoggio da esibire ai cittadini, ma, al contrario, sollevando una serie tale di sospetti da meritare anche una denuncia alla Procura della Repubblica (come si legge nella pagina “Verità Rifiuti” ).

Il tutto mentre arriva oggi la dura condanna della Corte Europea di Bruxelles sulle norme per le discariche varate dal Governo Berlusconi tra il 2001 e il 2003 : norme che autorizzano discariche non conformi alle direttive dell’Unione Europea.

( 10° puntata – continua )

LE RAGIONI DEL NON VOTO > Il “no” dei cattolici alla “camorra politica”

Il Vescovo Raffaele Nogaro

Testo di Serena Romano

Anche nel mondo cattolico c’è chi si ribella e dichiara apertamente di non votare. “… Perché se si va a votare con una classe politica che decide chi le succederà, che schiaccia ogni regola democratica, con le segreterie dei partiti che decidono i candidati non si sa in base a quali meriti, senza alcuna possibilità di rinnovamento rispetto ad una classe politica preesistente che ha registrato fallimenti a tutti i livelli … questa è “camorra politica” ” . Chi lancia queste accuse è addirittura un vescovo: Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, che ha rinunciato ai privilegi del suo ruolo per vivere in povertà accanto alla gente comune. E proprio alla sua presenza, nella curia di Caserta si è tenuta una pubblica assemblea nel corso della quale è stata letta e sottoscritta da molti rappresentanti dell’associazionismo cattolico una sorta di lettera– riflessione sulle “ragioni del non voto” inviata al Presidente della Repubblica. Una lettera i cui sottoscrittori sono in aumento, condensata sottoforma di intervista a uno dei principali ispiratori – Sergio Tanzarella, professore di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli – nella pagina “Verità – Rifiuti”. Quanto a Nogaro, anche se materialmente non l’ha firmata, la sua posizione è stata netta: “La Chiesa dovrebbe gridare contro questa violazione dei diritti del cittadino ed invece va a braccetto del potere”.

( 9° puntata – continua )

LE RAGIONI DEL ” NON VOTO ” > SE LO STATO NEGA L’EVIDENZA

Testo di Serena Romano

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Gennaro Esposito, Bruna Gambardella e Gennaro Allocca hanno deciso di non votare e hanno inviato le loro schede elettorali al Presidente della Repubblica. Un gesto che ha infastidito gli “addetti ai lavori” della politica: e perciò, poco e mal riportato dai media per ridimensionarne la portata.
Ma oggi, alle 3 schede partite da Nola, se ne aggiungono 600 già pronte a decollare da Marigliano. E non solo da qui: scrive una amica di “Beppe Grillo” a Gennaro Esposito che anche a Prato avevano avuto la stessa idea. Questo significa che continuare a premere il coperchio sulla pentola che bolle è un gesto miope e inutile: perchè non impedisce all’acqua di fuoriuscire crepitando sul fuoco. Non solo: non dare voce alle motivazioni di chi rifiuta una classe politica dalla quale non si sente rappresentato e un sistema elettorale che annichilisce la partecipazione, è anche un gesto poco democratico. Perché esprimere il proprio dissenso con un “non voto motivato” è un diritto sacrosanto, sancito dalla Costituzione: il “diritto alla resistenza” illustrato dal professore Lucarelli quasi due mesi fa su questo blog (vedi la 4° puntata di “Olocausto rifiuti” ) anticipando una problematica che inevitabilmente sarebbe esplosa.

Ecco perché da oggi al 13 aprile, l’inchiesta “Olocausto rifiuti” continuerà ospitando “le ragioni del non voto”. A cominciare da quelle di chi ha lanciato la prima pietra: gli abitanti di Nola che si sono rivolti al Presidente della Repubblica e la cui incredibile storia è raccontata in “Verità – Rifiuti”. Chi leggendo queste “ragioni” le sentirà affini alle proprie convinzioni, potrà sottoscriverle con un commento, una firma o anche solo facendole circolare sulla rete. Sarà comunque un segno di solidarietà fra cittadini italiani che si sentono ancora tali, anche se sono costretti a vergognarsi di chi li rappresenta.

Continua a leggere in Verità – Rifiuti

( 8° puntata – continua )

NOTIZIA BOMBA: LA CAMPANIA “MAXI FORNO” D’ITALIA

Testo di Serena Romano

La notizia è deflagrata come una bomba in una scuola elementare di campagna del Sannio domenica 9 marzo: “Oggi tutti gli inceneritori esistenti in Italia hanno una portata complessiva che non arriva a 4 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Ebbene, tenendone all’oscuro i cittadini, si è deciso e già finanziato una quantità di impianti di incenerimento nella sola Campania di circa 4 milioni di tonnellate: una somma pari, dunque, a tutti quelli costruiti sul territorio nazionale. E fra le tonnellate di immondizia da bruciare in Campania ora rientrano anche le “ecoballe” piene di sostanze industriali, tossiche e radioattive che un’ordinanza governativa di qualche settimana fa, come una bacchetta magica, ha reso all’improvviso perfettamente combustibili” (vedi il seguito nella pagina Verità – Rifiuti ).  

( 7° puntata – continua ) 

ECCO CHI HA ACCESO IL FUOCO CHE HA BRUCIATO LUCIA

“Due donne napoletane sono finite sui giornali in questi giorni: Silvana e Lucia. La prima per aver subito un aborto terapeutico che ha attirato l’attenzione della polizia; l’altra perché si è data fuoco esasperata per le immondizie di cui continuano a riempire il suo paese. Due donne, due storie, due drammi… Noi vorremmo, oggi, guardare alla seconda, essendoci già occupati della prima”.

Questo è l’inizio dell’articolo (che puoi continuare a leggere nella pagina “Verità rifiuti”)  di Don Maurizio Patriciello della parrocchia di San Ciro a Caivano, apparso sull’Avvenire di domenica scorsa. Considerato il pulpito dal quale viene la predica non può definirsi estremistico, politico, camorristico, affaristico. Per questo va letto. Perché ciò che descrive padre Patriciello dalla trincea dei rifiuti è ciò che gran parte dell’opinione pubblica non sa e che invece deve sapere: … anche perchè la politica - indaffarata per la grande parata elettorale – non vuole che si sappia che la grande abbuffata dell’emergenza continua alla faccia della salute dei cittadini. E’ appena uscita, infatti, la notizia che le ecoballe - miscela pericolosa di ogni genere di rifiuti, non combustibili senza rischi – sono diventate ecologiche per decreto governativo. Come una bacchetta magica, infatti, un’ordinanza approvata dal governo Prodi a fine febbraio ha fatto il miracolo. Che significa? “Che come spesso accade in Italia, quando si scopre una fonte di inquinamento anziché bloccarla e provvedere alla bonifica, si modificano i limiti o i parametri di legge: per cui, ciò che un attimo prima inquinava, per disposizione politica, un attimo dopo non inquina più”, spiega Carlo Iannello, docente di Diritto Pubblico alla Seconda Facoltà di Napoli e membro del Comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano. Un atto gravissimo, come spiega ancora Iannello: “Primo aspetto inaccettabile, è che, in barba al diritto pubblico, questa decisione è stata presa da un presidente del Consiglio dimissionario, con un atto monocratico. Secondo, che è stata sfruttata una normativa sull’emergenza che non ha niente a che vedere con l’emergenza: l’attuale emergenza napoletana per la quale è stato mobilitato De Gennaro, infatti, è quella dei sacchetti di immondizia per le strade e non delle ecoballe da bruciare non prima di un anno. Terzo, questa ordinanza finisce, di fatto, solo per trasformare milioni di ecoballe inutilizzabili e senza valore, in materia “combustibile” da spendere sul mercato e da cui trarre profitto”. Insomma, l’abboffata continua ogni giorno con una nuova pietanza: è di ieri la notizia che il governo ha varato un finanziamento di 75 milioni di euro per l’inceneritore di Salerno.

(6° puntata – continua)

L’ S.O.S. CHE IL PROFESSOR MARFELLA NON HA POTUTO LANCIARE DA ANNOZERO, PARTE DA NAPOLI GRAZIE A BEPPE GRILLO

intervista di Serena Romano

“Non c’è più tempo da perdere. Siamo con l’acqua alla gola perché sta arrivando il caldo e la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro. Perciò bisogna passare alla fase operativa con soluzioni concrete da realizzare al massimo entro 3 mesi: soluzioni che volevo lanciare attraverso una cassa di risonanza importante come la trasmissione ANNOZERO cui ho partecipato ieri, ma che per esigenze di spazi televisivi mi è stato impossibile fare”.
Così Antonio Marfella – tossicologo presso l‘istituto dei Tumori “G. Pascale” di Napoli e membro del Comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano – spiega in un’intervista al nostro blog quello che non ha che ha lanciato anche da Napoli in occasione della grande “Maratona del rifiuto”: cioè, come bisogna operare subito per evitare un’epidemìa dovuta alle montagne di immondizia ancora per le strade ( leggi l’intervista nella pagina Verità – Rifiuti ).

(5° puntata – continua)

NON  VOTARE   E’  UN  DIRITTO  DEL  CITTADINO:  ”IL DIRITTO  ALLA RESISTENZA”   COME  SPIEGA   IL  PROFESSORE  LUCARELLI  IN  QUESTA  INTERVISTA

“Stracciate la scheda elettorale nei Comuni in cui il problema dei rifiuti non è stato risolto”. Questo il messaggio inviato da Fiorello attraverso la sua trasmissione radiofonica che ha scatenato un putiferio. La levata di scudi della “casta politica” contro di lui e il suo “demagogico qualunquismo”, infatti, è stata compatta. Invece chi sceglie il “non voto” come protesta contro un disastro ambientale che nei fatti non si vuole bloccare, è inattaccabile dal punto di vista del Diritto: lo dimostra Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Pubblico all’Università Federico II di Napoli e presidente delle Assise della città di Napoli nell’intervista rilasciata al nostro blog (che puoi leggere nella pagina Verità rifiuti).

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(4° puntata – continua)

INTELLIGHENZIA E CENSURA

testo di Serena Romano

Ecco un’altra di quelle notizie che non trovano eco sulla stampa italiana, perchè la dicono lunga sull’intreccio di interessi e compromessi che coinvolgono chi, più di tutti, potrebbe risolvere il problema dei rifiuti in Campania: il mondo accademico napoletano.
Qual è la notizia? Che proprio nel contesto universitario che dovrebbe essere caratterizzato dalla libera circolazione delle idee, è stato vietato diffondere voci di denuncia “fuori dal coro”. Lo rivela Franco Ortolani, ordinario di Geologia alla Federico II di Napoli, in una mail che in rete sta facendo scalpore insieme all’appello ai colleghi ad assumersi le proprie responsabilità, che gli è stato censurato. Un articolo che fa il paio con “Intellettuali senza coraggio cortigiani della politica” del professor Benedetto De Vivo, ordinario di Geochimica Ambientale presso l’Università di Napoli Federico II e adjunct professor Virginia Polytechnic Institute & State university Blacksburg (puoi leggerli entrambi cliccando qui o nella pagina “Documentazione Rifiuti”). Due voci dissonanti – non a caso, appartenenti al comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano – che infastidiscono e imbarazzano l’ambiente universitario: come emerge dalla mail (pubblicata nella pagina “Verità – rifiuti”) in cui Ortolani racconta come, per “disposizioni superiori”, del suo articolo sia stata impedita la divulgazione.
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(3° puntata – continua)

UN’ INTERVISTA SCOMODA …

testo di Serena Romano

L’azione intrapresa da De Gennaro difficilmente avrà sbocco. Non solo perché il commissario è dotato di una struttura tecnico-scientifica modesta rispetto all’entità del problema, ma perché la vicenda è ancora troppo ancorata politicamente e tecnicamente a 15 anni di malgoverno durante i quali molti sapevano ma hanno preferito tacere per approfittare dei guadagni offerti dall’emergenza. Questo è quanto emerge dall’intervista al giudice Raffaele Raimondi, insieme alla sensazione che De Gennaro sia solo: come un intrattenitore sul palcoscenico messo lì in attesa che arrivi qualcuno o qualcosa che tarda ad affacciarsi da dietro le quinte. Un “qualcosa” come una decisa assunzione di responsabilità da parte dei politici italiani che non si intravede. Troppo indaffarati a pensare al proprio destino di parlamentari più che a quello della gente che li ha eletti, la maggior parte di loro continua a sfilare ogni sera nelle vetrine televisive parlando di improbabili alleanze, salti della quaglia da un partito all’altro e campagna acquisti come se si trattasse di un campionato di calcio: allontanandosi così, giorno dopo giorno, dal comune sentire.
Ecco perché nel 2004 – alla luce di quanto accaduto fino ad allora e intuendo come sarebbe andata a finire – il giudice Raffaele Raimondi, presidente emerito aggiunto della Corte di Cassazione, si è rivolto all’Europa sollevando il coperchio della pentola in cui imputridiva l’immondizia napoletana: e la presenza degli ispettori mandati dall’Unione Europea conferma che la sua denuncia era fondata, come racconta egli stesso nell’intervista rilasciata al nostro blog (nella pagina “Verità rifiuti”) e nello scottante documento di denuncia (integralmente riportato in “Documentazione rifiuti” ).

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(2° puntata – continua)

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